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Evento 

lettera Aperta sulla Fine Art Giclée
Titolo:
lettera Aperta sulla Fine Art Giclée
Quando:
15.12.2011 - 15.09.2012
Categoria:
Altri eventi

Descrizione

RIFLESSIONI SULLA “FINE-ART GICLEE”


Domenica 27.11.2011, in occasione di Step_09 ho assistito alle 17.00 al dibattito “Mondo Fotografia, Tradizione, Innovazione, Collezionismo” organizzato da MC2 Gallery.

Tra gli altri interventi, tutti interessanti e pertinenti al tema, ho ascoltato con disappunto e meraviglia quanto sostenuto dal Sig. Pizzamiglio della Epson il quale, durante la sua presentazione (perché di questo si trattava, non di un intervento) - con tanto di slides come ad una fiera di settore merceologico - ha sostenuto, tra le molte inesattezze tecniche, che il termine “Giclée” non rappresentava la nuova frontiera della stampa Fine-Art ma che la “Digigraphie” è la sola e vera Fine-Art.
Ora che per motivi di marketing un’azienda (un colosso) come Epson si crei un proprio neologismo (Digigraphie) per le stampe che escono dalle sue macchine posso comprenderlo, anche se ovviamente non accettarlo, in quanto crea una grande confusione in un mercato Fine-Art fotografico in consolidamento; ma che per interessi di parte venga screditato il termine Giclée internazionalmente riconosciuto da tutti gli operatori di settore, con un ampio patrimonio di ricerca e di risultati ottenuti a livello mondiale, è improponibile e non posso subirlo passivamente - anche nell’intento di conseguire Linguaggi ed Obiettivi comuni - al fine di tutelare Stampatori, Fotografi, Enti, Istituzioni e Collezionisti.

Faccio dunque il punto:
Come ampiamente spiegato nella nostra brochure “Stampa Fine-Art Giclée”, edita già da anni, gli elementi che concorrono a creare una stampa Fine-Art sono: carte, inchiostri, stampanti con RIP di stampa, uso massiccio del color management e una certificazione di durata museale. Rimando alla lettura della citata brochure liberamente visibile e scaricabile dal nostro sito www.spazio81.it (http://www.spazio81.net/wpsite/?page_id=19) per ulteriori approfondimenti.

Ma alcune riflessioni su quanto ascoltato desidero sottoporle subito alla vostra attenzione:
Carte Fine-Art: Perché pensare di limitare con la Digigraphie l’uso delle carte ad un numero ristretto, quando esistono molte cartiere che producono bellissime carte che rispettano ampiamente i parametri internazionali Giclée di 250 gr/m² 100% cotone o vegetale?
Inchiostri: Perché pensare di limitare l’uso degli inchiostri ai soli Epson, quando ci sono sul mercato parecchie industrie (Canon/Roland/ Mimaki/Mutoh/HP/Jon Cone ecc. ecc.) che producono ottimi inchiostri ai pigmenti puri, dai colori brillanti con neri profondi (anche a carboncino) che passano ampiamente i test di durata Giclée?
Stampanti: Perché pensare di limitare l’utilizzo alle sole stampanti Epson tra tutte quelle sul mercato a getto d’inchiostro con tecnologia piezo o termica (entrambe valide)? Oltretutto senza consigliare l’uso appropriato di un RIP (Raster Image Processor) per sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla linearizzazione dei colori, la densità massima per ogni colore, il tipo di retino, ecc. ecc.
Com'è possibile inoltre che Epson inviti ad usare le loro stampanti con il solo “driver di stampa” con tutti gli svantaggi e le limitazioni che questo comporta? (mi scuso il linguaggio tecnico, ma è fondamentale sottolineare questi aspetti per non far passare il messaggio che collegando la presa di corrente della stampante si ottenga una stampa “Fine-Art”).
Color Manegement: Perché pensare di far usare una stampante “Fine-Art Giclée” senza un uso intenso del Color Management, con i vantaggi innegabili universalmente riconosciuti da tutti i professionisti del colore, per ottenere sfumature delicate e una rispondenza fedele dei colori in tutto il flusso di lavoro?
Certificazione: Perché pensare di utilizzare una certificazione di durata museale rimandando ad un sito web e fornendo nel contempo una garanzia di autenticità che compete unicamente all’artista (autentica, tirature dell’edizione..ecc..) e non allo stampatore, in quanto non riferibile a specifiche di stampa?

In ultima analisi sono molto preoccupato che per meri interessi di Marketing, consci degli sviluppi futuri e delle potenzialità del settore, si crei della confusione in un mercato che ha molte potenzialità e che sarebbe interesse di tutti sviluppare ed allargare. Al solito si cerca di accaparrarsi il mercato esistente invece di contribuire al suo sviluppo in modo professionale.

Locatelli, Spazio81
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