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Biblioteca Ambrosiana

Mappa
Via:
Piazza Pio XI
Cap:
20123
Città:
Milano
Provincia:
iTALIA
Paese:
Paese: it

Descrizione

La Biblioteca Ambrosiana di Milano, creata su decisivo impulso del cardinale Federico Borromeo, viene aperta al pubblico nel 1609, nelle immediate vicinanze del centro cittadino. In quel periodo si assiste a un grande incremento numerico e qualitativo delle biblioteche; tra i fattori che a esso contribuiscono, diversi sono legati all’invenzione della stampa a caratteri mobili, avvenuta intorno alla metà del XV secolo, che portò a una grande diminuzione dei costi e a un proporzionale aumento della quantità di libri stampati. Altro elemento è il ruolo svolto dai sorgenti nazionalismi, che vedono nello sviluppo delle corrispondenti letterature e nel sorgere di grandi biblioteche uno strumento di prestigio, funzionale alle loro aspirazioni, così come contribuiscono anche la crescita del numero e dell’influenza delle università durante quella fase storica.
L’idea alla base della Biblioteca Ambrosiana, elaborata dal Borromeo nei ripetuti soggiorni romani tra il 1585 e il 1601, era quella di un centro culturale polifunzionale, come si direbbe oggi, i cui primi elementi furono appunto la Biblioteca e la Pinacoteca Ambrosiana istituita nel 1618 e che doveva essere propedeutica all’apertura dell’Accademia Ambrosiana. L’Accademia fu in effetti istituita nel 1621, ma, dopo un periodo di fioritura, iniziò a decadere fino a essere chiusa nel 1776. L’idea di un’accademia di studi di alto livello fu ripresa nella seconda metà del secolo scorso, portando alla costituzione di due istituzioni, che furono poi unificate per creare l’attuale Accademia Ambrosiana istituita dal cardinale Dionigi Tettamanzi nel 2008. Altre recenti realizzazioni che hanno sviluppato il disegno di Federico Borromeo, sono state costituite dall’apertura della Fondazione, che si occupa soprattutto del reperimento di supporti sia economici che strategici, e la Scuola di alta formazione, che si pone come obiettivo la formazione di studiosi umanisti, attraverso l’utilizzo armonico delle risorse esistenti nelle università milanesi Cattolica e Statale, e nella Biblioteca Ambrosiana.
Nel progetto del Borromeo, sia leggendo i suoi scritti, sia osservando il grande rilievo che hanno nel patrimonio della Biblioteca Ambrosiana, le opere arabe e orientali, possiamo rilevare una grande apertura alle molteplici culture, ma anche una volontà di conservazione della tradizione cristiana e di evangelizzazione attuata attraverso la cultura e in modi adeguati ai tempi, che doveva tra l’altro, contribuire a far da baluardo contro la riforma protestante.
Pur avendo trattato finora alcuni aspetti storici della Biblioteca Ambrosiana e della complessa struttura in cui essa si inserisce, non si deve dimenticare che la ricchezza principale di una biblioteca è costituita dal suo patrimonio librario e da questo punto di vista la Biblioteca Ambrosiana ha una dotazione di primo ordine, con manoscritti a partire dal V secolo, libri del XV secolo (i cosiddetti incunaboli) a partire dai primi anni dopo l’invenzione della stampa, e numerose sono le edizioni molto rare anche tra i libri dei secoli successivi. Molti testi sono accompagnati da preziose miniature eseguite da grandi artisti come Simone Martini, e molti codici, parola sinonimo di antico manoscritto, sono autografi di giganti della letteratura quali Boccaccio, Ariosto e Tasso, delle arti figurative come Piero Della Francesca e delle scienze, come Galileo Galilei.
La direzione culturale della Biblioteca è affidata al Collegio dei Dottori, presieduto dal Prefetto mentre il Collegio dei Conservatori si occupa dell’amministrazione. Tanto per citare qualche nome, furono Dottori dell’Ambrosiana lo storico Giuseppe Ripamonti, il letterato Ludovico Antonio Muratori e l’erudito ecclesiastico Achille Ratti divenuto poi papa Pio XI.
Significative, pur se non maestose, sono le architetture della Biblioteca, opera di Fabio Mangone, Lelio Buzzi e Francesco Maria Ricchino, modificate poi, soprattutto per la parte interna, dall’architetto neoclassico Giacomo Moraglia intorno al 1830.
Ricordiamo che alla Biblioteca Ambrosiana possono accedere tutte le persone maggiorenni; l’orario d’apertura è dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 17.
Info: www.ambrosiana.it  tel. 02806921
Piazza Pio XI, 2 Milano

Fabrizio Gilardi
  
 
Data Titolo Sede Città Tipo
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