Fibre Parallele all’Elfo Puccini‏ PDF Stampa E-mail
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25 - 30 ottobre, sala Bausch Elfo Puccini

 

Secondo appuntamento con Puglia in scena a Milano

 

Fibre Parallele

HAVE I NONE

di Edward Bond, traduzione di Ilaria Staino

regia di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo

con Licia Lanera, Maria Luisa Longo, Riccardo Spagnulo

scene e luci Vincent Longuemare - oggetti di scena Modesta Pece

produzione Fibre Parallele in coproduzione con TREND – Nuove frontiere della scena britannica e ResExtensa

 

Sull'orlo del precipizio non hai scelta, l'unica azione possibile è saltare nel vuoto. Se il mondo sprofonda e se questa non è più vita, saltare nel vuoto ancora una volta. Consumare per esistere, ma quanto durerà? Nel 2077 di Have I none (non ne ho), l'evoluzione del capitalismo è un mondo dove vita e morte si confondono, dove vivere è spegnersi lentamente, e decidere di morire è un atto di estrema vitalità. La vita morta e la morte viva. Dove il passato è stato abolito. Dove non c'è più posto neanche per la memoria personale.

Have I none è una tragedia in cui la vita è un giocattolo rotto. L'abbiamo messa in scena, ci siamo messi dentro la scena, messi, buttati, nel 2077. Siamo altro da noi, sembra che qualcun'altro si sia messo al nostro posto, ma siamo sempre noi, soltanto noi. Non abbiamo altro che le nostre vite. Questo abitare è un nuovo tassello che ci aiuta a parlare di un futuro senza futuro.

Have I none parla del presente attraverso il futuro. L’azione si svolge il 18 luglio del 2077, un tempo in cui scoppiano epidemie di suicidi e sono stati messi al bando le foto, i legami familiari e il passato. Una coppia, Jams e Sara, vive in una casa dove ci sono pochi arredi. Poi, da lontano, arriva un uomo che dice di essere il fratello di Sara. Questa intrusione sconvolgerà le esistenze dei due obbligandoli a porsi domande fondamentali…


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