Galleria Il Castello presenta Paolo De Cuarto “POP SCRATCH”. PDF Stampa E-mail
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IN MOSTRA DA GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE FINO A SABATO 29 OTTOBRE 2011

 

 

ORARI:  DA MARTEDÌ A  SABATO 10.00 – 13.30   15.00 – 19.00 IL LUNEDÌ 15.00 – 19.00

 

La Galleria Il Castello Arte Moderna e Contemporanea inaugura una personale dedicata alle opere di Paolo De Cuarto, tele materiche in cui stucco, colori e disegni ripropongono frammenti delle réclames pubblicitarie degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta.

Un percorso artistico, quello di De Cuarto, che recupera dalla Pop Art temi e icone della nascente cultura di massa, e dal Nouveau Realisme l’idea di trasformare un oggetto in opera d’arte mediante un processo di decontestualizzazione, ovvero di estrapolazione dell’oggetto dal contesto originario: è così che, seguendo la lezione di Marcel Duchamp, anche De Cuarto è in grado di trasformare oggetti di scarto in vere e proprie “opere d’arte”, mediante un linguaggio semplice e creativo, illuminando sulla tela frammenti di immagini pubblicitarie.

Questi presupposti, uniti all’influenza dei decollage di Mimmo Rotella e all’interesse dell’artista per i Ghosts signs (ciò che resta delle pubblicità dipinte sulle facciate dei palazzi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento), conferiscono alle opere una patina del tutto nuova, un’aura di sospensione tra un passato guardato con occhio nostalgico e un presente in cui quelle parti di muro, benché dall’aspetto vissuto, hanno ancora molto da comunicare: restituiscono al fruitore un senso del bello che è soprattutto recupero di ciò che altrimenti sarebbe andato perduto.  

De Cuarto, al fine di dare un nuovo significato a immagini che rischiano di rimanere legate a un passato ormai dimenticato, riattualizza réclame storiche di Coca Cola, Cinzano, Bialetti (solo per citarne alcune). Il processo creativo che presuppone questa scelta non è fine a se stesso, anzi, nelle sue opere l’artista costruisce un ponte tra passato e presente, perché ha come obiettivo quello di ridestare nello sguardo di chi osserva lo stupore tipico dell’infanzia.

Nelle due sale…


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