Bordighera, Villa Regina Margherita, Un nuovo polo museale PDF Stampa E-mail
Notizie arte e cultura - Notizie dall'Italia

Bordighera, Villa Regina Margherita, Un nuovo polo museale

Questi sono tempi difficili. Dal punto di vista economico e culturale. E’ piuttosto raro che nasca un Museo.
E’ più probabile che chiuda. Ma a Bordighera, il miracolo è avvenuto. Istituzioni regionali, provinciali e
comunali, e la famiglia Terruzzi - veri mecenati d’altri tempi - con il contributo della Banca Carige, hanno
restaurato Villa Margherita, restituendole l’antico splendore e arricchendola di una serie di opere d’arte,
provenienti in gran parte dalla stessa collezione Terruzzi.

Bellissimo esempio di sinergia pubblico/privato che grazie a Guido Angelo Terruzzi, lungimirante e colto
capitano d’industria (recentemente scomparso) ha consentito la riapertura della villa che fu la dimora
preferita di Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia, fino alla sua morte avvenuta nel 1926. Il complesso,
tre piani nel corpo storico e uno aggiunto, ospiterà, oltre al Museo, spazi per eventi espositivi e convegni,
un laboratorio di restauro e una biblioteca specializzata di storia dell’arte.

La prima mostra dedicata a “Margherita, Regina d’arte e cultura”

Nella villa si respira immediatamente la rarefatta e affascinante atmosfera dell’epoca, ricostruita con
attenzione e cura, grazie al recupero di stucchi, tempere, parquets, vetrate artistiche. Con pezzi d’arredo di
grande qualità e valore come i tavoli da muro di manifattura genovese, il cassettone ad arca piemontese,
l’imponente scrivania con alzata, ricco di ben 44 incisioni à découpage. Inoltre, porcellane, bronzi, argenti,
ceramiche.

Analoga pregevole qualità testimoniata dalle opere d’arte esposte nella mostra permanente. Si va dalle
preziose tavole a fondo oro, venete e toscane, del Trecento e Quattrocento, a capolavori assoluti dell’arte
del Seicento con opere di Alessandro Magnasco, al quale è dedicata una vera e propria monografia. Senza
dimenticare le tele del napoletano Luca Giordano, le opere di scuola emiliana (Giuseppe Maria Crespi), fino
alle nature morte (Baccio del Bianco e Felice Ficherelli) e il repertorio ornitologico di Bartolomeo Bimbi.
Oltre a un autore molto amato dai Terruzzi, come Francesco Londonio, artista lombardo famoso per le
scene pastorali un po’ oleografiche, ma anche abile incisore ad acquaforte, fino ai paesaggisti francesi di
metà Settecento.

Né si può dimenticare il gusto e la passione che la Regina Margherita stessa seppe manifestare per l’arte,
effettuando acquisti, con sguardo decisamente lungimirante, nelle tante Biennali ed Esposizioni d’arte
alle quali amava partecipare. Citiamo, tra le opere più vicine a noi, l’affascinante opera di Giacomo Balla,
intitolata “Affetti”.

Dalla presentazione di Philippe Daverio

Come al solito, molto stimolanti le sollecitazioni di Daverio, che ha sottolineato la nascita di un nuovo
museo come un segnale positivo di “rinascenza possibile” in un’Italia che va salvata. E precisa che il Museo,
come ogni Museo, nasce come falso. In altri termini, serve a raccontare delle ipotesi, a suscitare attenzione,
a creare comunicazione e cultura. E’ sbagliato, secondo lui, pensare a Musei esclusivamente come poli di
attrazione turistica. Chi lo ha fatto (come è successo al Louvre) ha fallito l’obiettivo, trasformando quei
luoghi in tristi “turistodromi”. Il museo, con i suoi mobili, le atmosfere, i richiami culturali, serve a dare un
significato di qualità alla nostra vita di ogni giorno, per così dire, a nobilitarla e migliorarla. Altrimenti la
sua funzione si perde. Ed è giusto che i musei celino nelle proprie cantine o sotterranei, altrettanti tesori,

perché chi li gestisce sappia di volta in volta riportarli alla luce, modificando l’esposizione per generare
nuova attenzione e curiosità e stimolare il cervello dei visitatori.

Orari museo: da mercoledì a domenica dalle 15,30 alle 23 (periodo 1° maggio-30 settembre); dalle 10,00
alle 17,30 (periodo 1° dicembre-30 aprile). Chiuso nei mesi di ottobre e novembre

Mostra temporanea “Margherita . Regina d’arte e di cultura” dal 19 giugno al 18 settembre. Skira Editore
ha curato il volume “Fondazione Famiglia Terruzzi. Villa Regina Margherita. Guida al Museo. (a cura di
Annalisa Scarpa e Michelangelo Lupo) 200 pag. € 35,00

 
//
//