| Francesca Mariano: George De La Tour a Palazzo Marino |
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Per il Natale a Milano si riconferma anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento con l’arte a Palazzo Marino. Anzi raddoppia con l’esposizione di due opere di George De La Tour (1593- 1652), concesse in prestito dal Museo del Louvre di Parigi: per la prima volta in Italia, l’Adorazione dei pastori sarà accompagnata da un’altra opera, altrettanto celebre del cosiddetto “Caravaggio francese”, come il San Giuseppe falegname. La mostra, organizzata da Eni con la collaborazione del Comune di Milano e del Museo del Louvre, con la curatela scientifica di Valeria Merlini e Daniela Storti, si impone a buon diritto nella tradizione del periodo natalizio nella città meneghina: l’iniziativa, nata nel 2008, aveva visto l’esposizione della Conversione di San Paolo di Caravaggio, proseguita nel 2009 con il celebre San Giovanni di Leonardo da Vinci e nel 2010 con Donna allo specchio di Tiziano. Nella splendida cornice della sala Alessi di Palazzo Marino sarà possibile visitare anche quest’anno gratuitamente, dal 26 novembre all'8 gennaio 2012, le opere legate alla Natività di George De La Tour, collocate all’interno di un allestimento appositamente creato che prevede anche l’ausilio di video e la presenza in sala di storici dell’arte e restauratori. L’Adorazione dei pastori si distingue per il sapiente uso della luce e della serrata ambientazione della scena con la Vergine, San Giuseppe e i pastori entro lo spazio buio della grotta di Betlemme in contemplazione del Bambino, vera fonte luminosa e materializzazione del mistero divino. Anche il San Giuseppe falegname dimostra l’adesione, seppure tardiva, alla corrente caraveggesca di De La Tour. Il lavoro del carpentiere evoca simbolicamente il legno della croce che accomuna i due protagonisti: Gesù con le fattezze di bambino assiste san Giuseppe con una candela in mano che illumina la scena. Il dipinto è stato identificato come l’opera eseguita per i carmelitani scalzi di Metz ed in seguito alla rivoluzione francese venne trasferito in Inghilterra dove venne ritrovato solo nel 1938 e donato al Louvre dieci anni dopo. Il museo parigino si riconferma dunque grande partner dell’iniziativa che ha registrato un buon successo di pubblico nelle passate edizioni e che promette di non deludere anche quest’anno. Francesca Mariano
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