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FESTIVAL OF CONTEMPORARY VISIONS-ARTCLOUD #2
L’Espressione del Rock Personale di Danilo D’Auria
Inaugurazione 5/23/13 - Chiusura 6/1/13
Via Tor dè Conti 15, Roma
galleria fotografica
Descrizione: "E' bello vedere il tuo occhio che guarda, non si capisce dove finisce l'occhio e inizia l'obiettivo". Questa frase esprime il significato che Danilo attribuisce alla fotografia. La macchina fotografica utilizzata come prolungamento dell'occhio che porta all'esterno quello che la mente e il cuore suggeriscono di immortalare. Attento ai particolari, cerca sempre di rendere visibile il dettaglio che c'è, ma non si vede. La continua ricerca dei dettagli lo porta ad essere particolarmente affascinato dalla fotografia ritrattistica perché consente di cogliere quelle espressioni di un volto che possono suscitare un’emozione, strapparti un sorriso o farti scendere una lacrima. Con questa rassegna fotografica, che si aprirà il 23 maggio alle ore 19 presso lo spazio espositivo Lupigiada, il giovane e promettente fotografo, che sta cercando di fare di una passione un mestiere, va oltre l’apparenza cogliendo quella grinta ed energia che solo i grandi artisti riescono a sprigionare durante le loro performance. La musica è potenza, passione e coinvolgimento, ma anche l'interpretazione che viene data dal cantante; l'energia che viene trasmessa dal suo sguardo, l'esaltazione che riesce a creare con un movimento tanto da esaltare folle di migliaia di persone, vengono catturate per far si che la musica trovi la sua espressione non solo nelle parole o nella melodia ma anche nell’immagine. Info: INGRESSO LIBERO Curatrice evento, Ylenia Rea
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Lupigiada, Via Tor dè Conti 15,
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Telefono 328 957 4881 Giorni di esposizione 23-24-25-30-31 maggio e 1 giugno dalle ore 19.00
DOVE OSANO LE IDEE
Inaugurazione 5/16/13 - Chiusura 5/20/13
via Nizza, 296 Torino
galleria fotografica
NOI, NEL GIARDINO DEI FOLLI
Inaugurazione 5/18/13 - Chiusura 6/1/13
Via dei Coronari 111, Roma
Qualcuno ha detto che ”la creatività è l’intelligenza diventata follia”, e cos’è l’arte se non creatività ? E chi è l’artista se non un folle ? Ci piace pensare di trovarci tutti in un giardino di colori, di sfumature, di pastelli e chiaro scuri … noi, nel giardino dei folli … senza confini né dimensioni. E quando le dimensioni non hanno senso, noi ci trasformiamo in "infinito", come se i minuti che scorrono diventassero improvvisamente visibili, quasi si potessero toccare e chiamare a squarciagola ... Non temiamo il tempo che passa, ma anzi ne cerchiamo il ricordo, lo cerchiamo e lo ricerchiamo ... bevendo anima sogni e desideri fino ad esserne ubriachi ... fino alla fine del tempo ...Il cielo svelato. La viva arte della nobile Girgenti.
Inaugurazione 5/2/13 - Chiusura 5/5/13
Via Piacenza 1, Roma
galleria fotografica
Descrizione: Agrigento, una terra dove il profumo delle zagare permea l’aria ed il sole bacia i marmi delle antiche rovine dei templi greci. Una terra ricca di storia e tradizione dove i secoli hanno visto susseguirsi l’arrivo di numerosi popoli e civiltà che con il loro passaggio, hanno contribuito a dare un’impronta unica ed inimitabile alla cultura di questo paese. E’ sull’amore per questa terra, che come uno scrigno custodisce i più alti esempi di arte e dona i natali a numerosi e talentuosi artisti, che l’Associazione G.A.P., patrocinata dal MIBAC, Regione Lazio, Regione Sicilia, Roma Capitale e Comune di Agrigento, presenta “Il cielo svelato. La viva arte della nobile Girgenti”, nella quale vengono raccolte opere che hanno come filo conduttore il riferimento all’identità culturale agrigentina. Attraverso un differente modo di interpretare l’arte, la cultura contemporanea agrigentina sarà rappresentata dalla pittura di paesaggio di Marzia Americo, la scultura di Bruno Melappioni e la pittura figurativa di Luigi Cervone. I tre artisti, molto diversi per tecnica e tematica, sono accomunati da un dialogo costante e ispirativo con la terra in cui vivono o dalla quale provengono. I tre artisti presentati per questa esposizione sono stati selezionati non solo per la qualità della ricerca tecnica e stilistica comprovata da una decennale esperienza di mostre collettive e personali, sia in ambito nazionale che internazionale, ma anche perché rappresentanti un differente modo di interpretare l’arte che in questo modo viene rappresentata nella sua interezza attraverso la pittura di paesaggio di Marzia Americo, la scultura di Bruno Melappioni, la pittura figurativa di Luigi Cervone. È prevista la pubblicazione del catalogo della mostra diviso in tre fascicoli monografici sui tre autori presentati in mostra editato dalla casa editrice Daphne Museum. La mostra verrà inaugurata con un vernissage il giorno 2 Maggio dalle ore 18,00 presso lo spazio espositivo “Teatro dei Dioscuri”, sito nel Complesso monumentale di Sant’Andrea al Quirinale in Roma.
Mappa e galleria fotografica
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Ana Mendieta. She Got Love
Inaugurazione 1/30/13 - Chiusura 5/5/13
Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli
galleria fotografica
Descrizione: Ana Mendieta. She Got Love è una grande retrospettiva europea dedicata all’artista cubano-americana Ana Mendieta (1948-1985). La mostra è allestita nei suggestivi spazi della Manica Lunga del Castello di Rivoli. Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Olga Gambari, si propone di rileggere la figura dell’artista come pioniera della performance e-video, body art, fotografia, land art e scultura nel ventesimo secolo. Uno dei contributi unici di Mendieta è la sintesi di queste forme in un linguaggio visivo fresco che ha influenzato una generazione di giovani artisti. Con oltre un centinaio di lavori realizzati dall’artista tra il 1972 e il 1985, la mostra presenta il suo personalissimo alfabeto visionario e materico, magico e poetico, politico e progressista. Proprio l’identità femminile di Mendieta ha influenzato il suo lavoro d’artista già a partire dalle radici culturali dell’infanzia a Cuba per estendersi all’artista icona femminile negli Stati Uniti. Nel suo lavoro, Mendieta esplora temi come l’esistenza individuale, vita e morte, violenza, amore, sesso, rinascita e sradicamento, in un modo coerente che trascende l’universale e lo spirituale. Spesso mimetizzando il suo corpo nella Natura, nel vissuto di Mendieta compaiono diversi luoghi, da Cuba agli Stati Uniti all’Italia, in una ricerca delle origini personali e collettive. Segno inconfondibile delle sue opere è, infatti, una caratteristica silhouette femminile, un autoritratto essenziale realizzato in terra, fango, piume, fiori, foglie, cenere, polvere da sparo, rami, alberi, conchiglie, erba, ghiaccio, roccia, cera, corteccia, muschio, sabbia, sangue, acqua, fuoco. Queste forme ibride di performance, sculture site-specific e documentazione esprimono la sua volontà di ricongiungimento a un’eterna e universale energia cosmica dove l’elemento umano, quello naturale e quello divino convivono. Ogni performance dell’artista sarà presentata come un ambiente profondo e avvolgente raccontato con video, schizzi, fotografie e documenti che creano l’ingresso mentale e fisico all’originale ambientazione del lavoro. Il titolo della rassegna, She Got Love, deriva da una delle opere filmiche di Mendieta in cui l’artista scarabocchia le parole in rosso sangue attraverso una porta bianca. Il film rientra nella selezione di opere che saranno proiettate nell’ambito della mostra. In occasione della retrospettiva sarà pubblicato per i tipi di Skira un esaustivo catalogo con testi dei curatori, apparati bio-bibliografici e una ricca selezione di immagini, parte delle quali inedite. La mostra corrisponde all’evento dell’anteprima mondiale di Itali-ana, Mendieta in Rome, un documentario sulla ricerca artistica di Mendieta durante gli anni di residenza presso l’American Academy in Rome. Il film, prodotto da Corazon Pictures e diretto da Raquel Cecilia Mendieta, verrà proiettato per tutta la durata della rassegna. La mostra è realizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Ana Mendieta e la Galerie Lelong. La mostra è realizzata grazie al contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, con il supporto tecnico di Kuhn Bülow Insurance Broker, Berlino e la media partnership de La Stampa.
Arte, Storia, Architettura e Piaceri Regali
Inaugurazione 1/3/13 - Chiusura 10/10/13
Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale, Torino
galleria fotografica
Descrizione: La Venaria Reale riapre venerdì 1° marzo con un nuovo percorso e un ricco programma di attività, eventi, mostre, attrazioni nei Giardini previsti per tutto l'anno. L'incantevole scenario degli spazi seicenteschi con la Sala di Diana, l’eleganza della Galleria Grande con le musiche composte appositamente da Brian Eno, la solennità della Cappella di Sant’Uberto, le opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente al suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo della Reggia sulla storia e l’arte sabauda che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile. Alla Reggia di Venaria, dal 1° marzo 2013, si possono visitare per la prima volta, completamente riallestiti, gli affascinanti Appartamenti della Duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours e la raffinata Quadreria del Principe Eugenio di Savoia con capolavori di Reni,
Albani, Cignani, Van Dyck, Brueghel e altri rinomati maestri della pittura fiamminga e olandese. In primavera verrà inoltre inaugurata la Terrazza della Regina verso il Parco alto. Da marzo 2013 il percorso è arricchito dal ciclo pittorico del distrutto Oratorio della Compagnia di San Paolo, riallestito dopo un intervento di restauro a cura del Centro Conservazione e Restauro ed esposto nella Sacrestia della Cappella di San’Uberto. Da aprile sarà anche possibile ripercorrere la storia degli ultimi due secoli della Reggia in Ombre e luci: la Fabbrica del Restauro, percorso che racconta attraverso la rievocazione del periodo militare e dell’abbandono, il dibattito culturale sul recupero funzionale e le nuove destinazioni d’uso, gli interventi di recupero, fino alla rinascita della fine anni Novanta avvenuta con il complesso lavoro del “Progetto La Venaria Reale”, il più rilevante cantiere d'Europa per i beni culturali, che ha portato alla grande inaugurazione del 2007. Da quest’anno inoltre la Reggia ritrova il suo Parco presentando un ricco programma di visite e attività congiunte con La Mandria. Inoltre, riprendono dalla primavera 2013 gli imperdibili appuntamenti con i Piaceri Regali: Gondole sulla Peschiera, tour in trenino e carrozza, spettacolo della Fontana del Cervo e Cene Regali. Per tutto il periodo estivo, la Reggia è animata da Fuori orario. Sere d’Estate alla Reggia, grandi “feste”, spettacoli e concerti, mimi e giocolieri che si esibiscono dalla tarda serata nella Reggia e nei Giardini. Dalla primavera 2013 inoltre tutte le scuole possono beneficiare dell’entrata gratuita alla Reggia e Giardini (fino a giugno). La grande novità del 2013 è rappresentata anche dalla possibilità di passare un’intera giornata alla Reggia approfittando di tutte le meraviglie che questa offre grazie alla nuova formula del Biglietto “Tutto in una Reggia". Questo biglietto “tutto compreso" comprende la visita alla Reggia con il percorso Teatro di Storia e Magnificenza, gli eventi espositivi, Musica a Corte e tutte le Mostre in corso. Inoltre offre l’ingresso ai Giardini (Parco alto e Parco basso) con Potager Royal, installazioni di arte contemporanea, Fantacasino, Domeniche da Re e Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo ad un costo complessivo di 20 euro. Per le famiglie invece è stata pensata una nuova formula che prevede l’ingresso di 2 adulti e di massimo 3 ragazzi per un totale complessivo di 39 euro. Inoltre questi ingressi danno diritto al 10% di sconto presso i punti ristoro, bottega e bookshop; e al Ridotto per il servizio di Audiopen nella Reggia, il Trenino, Carrozza e Gondole nei Giardini. PER INFO www.lavenaria.it
CARLO CIUSSI The alphabets of the unknowable
Inaugurazione 3/13/13 - Chiusura 5/2/13
via D. Scarlatti, 12 - 20124 Milano
Descrizione: The A arte Studio Invernizzi gallery will be opening on Tuesday 12 March 2013 at 6.30 p.m. a solo exhibition devoted to the artist Carlo Ciussi. It follows the anthological exhibition held at the Musei Civici in Udine in 2011 on the occasion of the opening of the new exhibition spaces of the Galleria d'Arte Moderna di Udine 'Casa Cavazzini' and the exhibition held in the same year at the Fondazione Abbazia di Rosazzo which presented works belonging to the last decade of the artist's activity. In this exhibition, held a year after the artist's death, the upper floor of the gallery will exhibit the works which Carlo Ciussi created during 2011 especially for the exhibition that was to be held in September 2012. The second room of the same floor will present works that are representative of the 1960s and that by way of the repetition of square and rectangular geometrical modules give rhythm to the space of the surface. The rooms of the lower floor will instead house three-dimensional works belonging to the middle of the 1990s whose surfaces, crossed by a multiplicity of lines which interlace and are superimposed, open themselves to and interact with the architectural space of the gallery. As Massimo Donà writes: 'His work in fact has this characteristic: that every time you go back to its specific manifestations it makes you start out from the beginning. In other words, it puts you on a par with its extraordinary source of power. Because this is what Carlo Ciussi always tried to do: to draw the zero point of the world. As far as possible approaching that beginning which no longer permits any kind of reference, any tradition from which to start out again and therefore no model to imitate and even less so to go beyond, let alone cancel. [...] It was an original alphabet; to set up, to regulate and construct for a world to come about of which nothing can as yet be known. Of intoning a really new song which no one can as yet have harmonised and not even sung. The task was to set up a system of signs that was not yet organised. To carry out trapeze acrobatics without a net. To attempt, that is, the impossible. And to learn an unknown language which we shall never learn, moreover, precisely because unknown. A language that the artist could try at the most to give rhythm to, only just making it forebodable, so as to render it 'imaginable', if nothing else. In so far as it's a language of what we don't know, and never shall'. On the occasion of the exhibition a bilingual catalogue will be published with reproductions of the works on show, an introductory essay by Massimo Donà, a poem by Carlo Invernizzi and an up-to-date biographical and bibliographical notes.
Come se la vergogna di Francesco Nonino
Inaugurazione 4/5/13 - Chiusura 5/25/13
Via San Tommaso 7, Torino
galleria fotografica
Descrizione: È una mise en scène quella che Francesco Nonino allestisce per la serie fotografica “Come se la vergogna”. È un gioco in cui l’autore posa recitando la parte che egli stesso si è scritto su misura, dato che – essendo lui stesso ad interpretare le situazioni – non vi è distinzione tra soggetto e colui che scatta la fotografia. Non c’è la gerarchia tra chi occupa i due lati opposti dell’obbiettivo e, senza essere un autoritratto, è lecito considerare l’azione semplicemente come un prelievo di realtà, una semplice registrazione in cui vi sono delle interferenze di ruolo tra chi sta davanti e chi dietro le ottiche della fotocamera. Sono immagini dal sapore surreale ed inquietante, con un sentore di rebus di gusto surrealista. Non sapremo mai così il motivo per cui un uomo calpesta il cuscino o la ragione per cui qualcuno apre la porta di una soffitta: svuotandosi e mettendo la maschera, l’artista sceglie di vestirsi con abiti che non sono apparentemente i propri, ma che gli appartengono come potenziale
eversivo. Nonino infatti gioca a fare il dissidente della propria identità, non dà alcuna risposta e rimanda al mittente le istanze essenziali del chi e del cosa, dopo averle deformate con uno specchio traditore. Le implicazioni psicoanalitiche sono evidenti: non sono cioè immagini fedeli, ma una rappresentazione delle potenzialità dell’uscita dal ruolo assegnatogli in quanto persona e fotografo. Sono recite a soggetto, non dissimili a quelle che si concedeva in vecchiaia Giorgio De Chirico, ritraendosi con costumi fuori del tempo. Se lo spiazzamento nel caso del pittore era dovuto ad una serie di slittamenti temporali, potremmo dire bonariamente ad amnesie, Nonino invece ha voluto posizionare sé stesso in situazioni marcatamente kafkiane, come testimonia il titolo del progetto riferito a un brano dell’autore ceco e come suggerisce l’utilizzo di simbologie ricorrenti nell’opera dello scrittore (il letto, una scrivania ingombra di carte, una soglia chiusa oppure aperta sull’ignoto). Non solo quindi, dai due lati della fotocamera, mondo e pensiero, realtà ed interpretazione, sono spinti in completo corto circuito. Ma allo spettatore non resta che costatare la propria inerme ed impotente catatonia. È una mise en scène quella che Francesco Nonino allestisce per la serie fotografica “Come se la vergogna”. È un gioco in cui l’autore posa recitando la parte che egli stesso si è scritto su misura, dato che – essendo lui stesso ad interpretare le situazioni – non vi è distinzione tra soggetto e colui che scatta la fotografia. Non c’è la gerarchia tra chi occupa i due lati opposti dell’obbiettivo e, senza essere un autoritratto, è lecito considerare l’azione semplicemente come un prelievo di realtà, una semplice registrazione in cui vi sono delle interferenze di ruolo tra chi sta davanti e chi dietro le ottiche della fotocamera. Sono immagini dal sapore surreale ed inquietante, con un sentore di rebus di gusto surrealista. Non sapremo mai così il motivo per cui un uomo calpesta il cuscino o la ragione per cui qualcuno apre la porta di una soffitta: svuotandosi e mettendo la maschera, l’artista sceglie di vestirsi con abiti che non sono apparentemente i propri, ma che gli appartengono come potenziale eversivo. Nonino infatti gioca a fare il dissidente della propria identità, non dà alcuna risposta e rimanda al mittente le istanze essenziali del chi e del cosa, dopo averle deformate con uno specchio traditore. Le implicazioni psicoanalitiche sono evidenti: non sono cioè immagini fedeli, ma una rappresentazione delle potenzialità dell’uscita dal ruolo assegnatogli in quanto persona e fotografo. Sono recite a soggetto, non dissimili a quelle che si concedeva in vecchiaia Giorgio De Chirico, ritraendosi con costumi fuori del tempo. Se lo spiazzamento nel caso del pittore era dovuto ad una serie di slittamenti temporali, potremmo dire bonariamente ad amnesie, Nonino invece ha voluto posizionare sé stesso in situazioni marcatamente kafkiane, come testimonia il titolo del progetto riferito a un brano dell’autore ceco e come suggerisce l’utilizzo di simbologie ricorrenti nell’opera dello scrittore (il letto, una scrivania ingombra di carte, una soglia chiusa oppure aperta sull’ignoto). Non solo quindi, dai due lati della fotocamera, mondo e pensiero, realtà ed interpretazione, sono spinti in completo corto circuito. Ma allo spettatore non resta che costatare la propria inerme ed impotente catatonia.
ARIMORTIS
Inaugurazione 4/5/13 - Chiusura 9/8/13
Piazza Duomo, 12 Milano
Descrizione: A cura di Roberto Cuoghi e Milovan Farronato - Inaugurazione 4 aprile ore 18,30 archivi del novecento ettore e claudia gian ferrari 5 aprile – 8 settembre 2013. Nell’ambito della collaborazione tra il Museo del Novecento e DOCVA (Documentation Center for Visual Arts), la Sala Archivi “Ettore e Claudia Gian Ferrari” ospita la mostra Arimortis, in occasione della quale Milovan Farronato per Viafarini ha invitato l’artista Roberto Cuoghi a proporre una lettura personale dei materiali dell’Archivio, a compimento del suo impegno dal 2006 al 2012 presso il DOCVA. Arimortis è la richiesta di una pausa. Ci si riallaccia le stringhe allentate delle scarpe sospendendo temporaneamente il gioco. Il termine che dà il titolo alla mostra - spesso abbreviato in “arimo” - è infatti usato convenzionalmente tra i bambini durante il gioco, per chiederne una sospensione. Nelle vetrine della Sala Archivi del Museo del Novecento la pausa consente “un’intricata, inusuale e suggestiva catalogazione di dati: le opere convivono con gli oggetti d’affezione, i “memorabilia” con i tentativi faticosi - talvolta persino drammatici - di esternare le proprie intime risposte emotive”. Per DOCVA dal 1991 Viafarini raccoglie senza filtri i materiali degli artisti italiani - o residenti in Italia - che hanno manifestato un intento professionale o in altri casi quasi compulsivo. Per la mostra - dopo aver visionato integralmente i materiali raccolti in quasi 4.000 portfolio archiviati presso la Fabbrica del Vapore - sono stati avviati, laddove possibile, dialoghi individuali con ciascuno degli artisti coinvolti allo scopo di capire come l’universo ossessivo della loro ricerca potesse “esplodere sotto vetro”. I curatori hanno attinto a queste prospettive: non un hortus siccus, ma fragranze caratterizzanti germogliate in seno all’Archivio. Per Arimortis non sempre sono state scelte opere da esporre, talvolta sono stati avviati progetti in collaborazione con altri specialisti, come nel caso dell’artista siberiana Olga Schigal che partecipa alla mostra aderendo e complicando il progetto Madrelingua del musicista Saverio Lanza, o della pittrice Lorenza Boisi che interpreta gli esiti di un percorso di regressione personale accompagnato dall’ipnotista Felice Perussia. Vera Morra e Katthy Cavaliere - prematuramente scomparse - sono presenti attraverso la rievocazioni di altre due artiste, rispettivamente Chiara Fumai e Sabrina Sabato. Sissi collabora con se stessa: Daniela Olivieri. In mostra anche le dissolvenze incrociate di Gino Lucente e l’allegorico funerale in papier maché di Luigi D’Eugenio; le anamorfosi di Francesco Mannarini e il pellegrinaggio di Giorgio Andreotta Calò; la vita ritirata di Christian Tripodina e i fragili equilibri di Manuel Scano; le confessioni di Betty Bee e gli abiti nuziali di Paola Pivi e Karma Lama; i crocefissi di Cecile Genovese e l’armatura di Carlo Gabriele Tribbioli; i ricami di Maria Stella Tiberio con il marito Michele Napoli e i residui della vita troppo complicata di Giona Bernardi. “Le opere esposte in mostra rappresentano un mondo intenzionalmente pulsionale che forza i sigilli delle algide bacheche in corian bianco e cristallo progettate da Italo Rota: oltre la finitezza e la perfetta funzionalità un vortice di “vetrofanie” fuori scala e fuori misura che vira le prospettive di valutazione artistica per la durata dell’esposizione”. Si manifesta così la presunzione paradossale di costringere smisuratezze sotto teca, di confinare attitudini pulsionali senza visione d’insieme né progettualità. Accompagna la mostra un approfondimento monografico che intende riflettere sul valore e il contenuto della smisuratezza. La pubblicazione, edita da Mousse e prodotta da Fiorucci Art Trust, raccoglie le riflessioni di Massimo Carboni, Roberto Cuoghi, Michele Ernandes, Gian Antonio Gilli, Luciano Manicardi, Luca Scarlini e Pier Paolo Tamburelli.
Arte in Giappone 1868 - 1945
Inaugurazione 2/26/13 - Chiusura 5/5/13
Viale delle Belle Arti 131, Roma
galleria fotografica
Descrizione: In occasione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, The Japan Foundation, Galleria nazionale d’arte moderna, The National Museum of Modern Art di Kyoto, in collaborazione con The National Museum of Modern Art di Tokyo e con l’Ambasciata del Giappone in Italia organizzano, per la prima volta in Italia, un’ampia mostra dedicata all’arte giapponese del Novecento, un periodo ancora poco esplorato di intense trasformazioni che va dalla restaurazione dell’Imperatore Meiji nel 1868 alla fine della seconda guerra mondiale. Tra gli artisti del periodo Meiji (1868-1912), agli albori della rivoluzione del nihonga, sono presenti Kawanabe Kyōsai, Kanō Hōgai, Hashimoto Gahō, Shimomura Kanzan, Kawai Gyokudō, Mori Kansai, Kishi Chikudō, Kōno Bairei, Tomioka Tessai. Il periodo Taishō (1912-1926), il momento della piena fioritura artistica, ・rappresentato da Yokoyama Taikan, Hishida Shunsō, Yamamoto Shunkyo, Hirafuku Hyakusui, Takeuchi Seihō, Kaburaki Kiyokata, Fukuda Heihachirō, Kosugi Hōan, Hashimoto Kansetsu, Ogawa Usen. La maturazione del nihonga moderno, fra Taishō e Shōwa (1926-1989), comprende opere di Matsuoka Eikyū, Maeda Seison, Uemura Shōen, Yasuda Yukihiko, Kobayashi Kokei, Imamura Shikō, Hayami Gyoshū, Murakami Kagaku, Tsuchida Bakusen, Tomita Keisen. Per esigenze conservative, dovute alla particolare delicatezza dei materiali, la mostra ・distinta in due diverse fasi espositive, con sostituzione quasi totale dei dipinti e parziale delle opere d’arte applicata, secondo il seguente calendario: I fase : dal 26 febbraio al 1 aprile II fase: dal 4 aprile al 5 maggio Orari di apertura: martedì- domenica dalle 10.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45) Chiusura il lunedì Biglietti ingresso: intero: euro 12,00 museo e mostra ridotto: euro 9,50 ridotto speciale solo mostre: euro 7,00 gratuito museo: minori di 18 e maggiori di 65 anni Informazioni: tel. +39 06 32298221 www.gnam.beniculturali.it
NINA FISCHER MAROAN EL SANI. SPIRITS CLOSING THEIR EYES
Inaugurazione 2/18/13 - Chiusura 4/20/13
Vicolo Sforza Cesarini, 3A 00186 Roma
galleria fotografica
Descrizione: ntorno al 1820 Sir John Soane, architetto neoclassico inglese, apre al pubblico le stanze della propria casa di Londra, con la sua collezione di antichità, speciale omaggio alla città di Roma. Nel 2012 l’artista olandese Fiona Tan, ispirata dal fascino di questo luogo, realizza l’opera video Inventory che dal 27 marzo viene presentata in prima assoluta mondiale al MAXXI nella mostra INVENTORY a cura di Monia Trombetta per il MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo (fino all’8 settembre 2013). Per Inventory l’artista utilizza l’antica Roma come punto di partenza: considerando tema centrale di quest’opera proprio gli strumenti tecnici con cui l’artista realizza i suoi lavori, Inventory riflette sul concetto di traduzione e sulla fugacità delle nostre percezioni. Attorno a Inventory, opera chiave della mostra, ruotano altri tre importanti lavori dell’artista, che messi in dialogo tra loro delineano perfettamente i temi di interesse e lo stile dell’artista nella sua produzione più recente. Correction, opera video composta da sei proiezioni in cui l’artista presenta trecentotrenta ritratti di prigionieri e guardie di quattro carceri americane tra la California e l’Illinois. In questa installazione i ritratti dei detenuti e delle loro guardie circondano il visitatore, richiamando ma nello stesso tempo capovolgendo la struttura del Panopticon di Jeremy Bentham. Disorient una doppia proiezione che partendo dai diari di Marco Polo che hanno contribuito non poco a diffondere malintesi e pregiudizi sulle popolazioni orientali, arriva a immaginare come sarebbe stato il museo privato dell’esploratore veneziano, e Cloud Island opera che ha per protagonista l’isola di Inujima simbolo dell’industrializzazione del Giappone che ha snaturato completamente la vita dell’isola e le abitudini dei suoi abitanti. Insieme ai video di Fiona Tan anche una serie di incisioni selezionate da le Carceri d'Invenzione di Piranesi, opera che è stata fonte di ispirazione per Correction e che entra in un’affascinante conversazione con l’architettura di Zaha Hadid. Tutte le opere del resto saranno disposte in dialogo con l'architettura, con un allestimento aperto che permetterà nello stesso tempo l'integrità di ciascuna opera e la concentrazione necessaria per la fruizione di ognuna di esse. Lunedì 18 febbraio, la Galleria Marie-Laure Fleisch ospita la seconda personale di Nina Fischer Maroan el Sani. Dopo la prima mostra romana del 2011 il duo tedesco presenta l’ultimo lavoro Spirits Closing Their Eyes (2012), una video installazione che racconta la vita in Giappone dopo l’11 marzo 2011, data del tragico tsunami. Tralasciando l’aspetto degli ingenti danni visibili e della faticosa ricostruzione, Fischer el Sani si concentrano sul costante stato fisico e psicologico di emergenza in cui vivono da allora le persone, sottoposte da un lato a una continua minaccia di disastro nucleare e dell’altra a costanti piccoli cambiamenti nelle abitudini di tutti i giorni. L’installazione si compone di tre tipologie di video che un software creato dagli artisti provvede a selezionare in autonomia, generando una triplice visione di immagini accomunate da parole chiave inserite nel sistema. Le immagini dialogano e si completano a vicenda in un discorso lento e meditato in cui la drammaticità dell’ accaduto è solo un sottofondo, una sensazione che si svela unicamente nella quotidianità mutata delle azioni delle persone. Le interviste, realizzate in varie regioni del Giappone, raccontano le difficoltà incontrate dopo il disastro e le diversificate reazioni della gente all’emergenza nucleare. Si incontrano persone che hanno dovuto lasciare le loro case, famiglie che hanno imparato a utilizzare sistematicamente un misuratore di radiazioni, studenti che organizzano referendum anti nucleare, ricercatori che sviluppano sistemi ecologici e a basso costo per difendersi dalle radiazioni e artisti che organizzano festival nelle zone contaminate. Le domande non le udiamo ma sono chiarissime: Come le persone ricordano l’11 marzo 2011? Quali sono stati i cambiamenti nelle loro vite personali? Quale impatto ha avuto il pericolo atomico sui singoli individui e sulla società in generale? Esiste un pericolo imminente? O c’è solo un diffuso senso di incertezza? Quali conseguenze ha portato? Come le persone in Giappone vedono il loro futuro? Alle interviste si affiancano lunghe riprese fotografiche di luoghi rappresentanti situazioni e umori di un paese in cui i cambiamenti maggiori non sono visibili, ma prendono forma attraverso i racconti di coloro che li vivono. Infine, la terza tipologia di immagini, è una serie di ritratti video silenziosi, nei quali ogni intervistato guarda in camera per un minuto pensando al proprio futuro che, per molti di essi, rimane assai incerto. Quest’opera s’inserisce nel percorso di ricerca della coppia di artisti, come un ulteriore approfondimento delle tematiche sviluppate nei lavori precedenti. Un linguaggio che si fonda sulla narrazione di storie che indagano sul concetto di trasformazione e di transizione. Nella loro ricerca Fischer el Sani tentano di far emergere il complesso rapporto che esiste tra luogo reale e luogo immaginato, descrivendo i cambiamenti avvenuti non solo nella struttura fisica ma anche nella cultura immateriale che accompagna queste metamorfosi. Nei loro precedenti video e fotografie gli artisti hanno scelto dei luoghi che, attraverso il lento fluire della storia e i mutamenti della collettività, hanno radicalmente perso non solo la funzione originaria ma sono diventanti il simbolo di un passato lontano con i confini che sfiorano il mito. Spirits Closing Their Eyes si presenta come una slot machine della catastrofe, ma senza alcuna combinazione vincente. Feriti dal trauma, l’unico modo per riappropriarsi della propria terra diventa la condivisione delle esperienze e la coscienza che questa esperienza possa essere la base per ricostruire un futuro consapevole.
MEMORIA OBLITERATA HANNU PALOSUO
Inaugurazione 3/15/13 - Chiusura 5/26/13
Via Pasquale Stanislao Mancini 20, 00196 Roma
galleria fotografica
Descrizione: Presso il museo Hendrik Christian Andersen di Roma è possibile visitare la mostra personale dell’artista finlandese Hannu Palosuo “Memoria obliterata”, a cura di Marco Ancora, realizzata grazie al contributo della Sigurd Frosterus Foundation di Finlandia e con il Patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma. La mostra e il catalogo sono realizzati in collaborazione con il Reial Cercle Artistic di Bercellona (www.reialcercleartistic.cat), dove il 4 aprile 2013 s’inaugurerà la seconda parte del percorso espositivo a cura di Joan Abelló Juanpere. I lavori esposti in mostra esplorano in modo sorprendente bellezza e simbolismi, declinandoli attraverso due distinte tecniche artistiche di espressione: scultura e pittura. Gli ultimi dipinti di Palosuo presentano delle immagini in cui persone, lampadari e fiori si mescolano in una densa foresta di simboli e in cui diversi significati e riferimenti scivolano insieme con una sorta di logica indistinta, come in un sogno. Indistinta nel senso che gli eventi e le cose sono chiari ma i loro rapporti richiedono un’interpretazione. Nei sogni passato e futuro, realtà e desiderio e altri umori contrapposti si legano fra loro in maniera fluida e diretta. Nei sogni la complessità del mondo è rivelata. In questo senso il sonno è un cugino dell’Arte poiché entrambi condividono una complessità e una molteplicità di significati. Se nelle tele l’annullarsi del soggetto avviene attraverso una vera e propria azione fisica dell’artista che finisce nel momento della realizzazione del dipinto, nelle sculture al contrario l’annullarsi del soggetto è affidato all'erosione naturale nel tempo del materiale utilizzato, iniziando il processo di sottrazione all'immagine reale a partire dal compimento tecnico dell’opera stessa.In queste opere di Palosuo il mondo pieno si contrappone al mondo vuoto e il mondo delle illusioni diventa proprio quello dell’osservatore che riceve imput e completa i soggetti in diverso modo accennati. Nelle opere di Palosuo la bellezza è estorsiva in quanto il loro spirito è spesso legato ad una sorta di consiglio. Esse sembrano dire: “Guarda ancora, osserva e ripensaci”.. Questi dipinti sono legati più strettamente alla tradizione della storia dell’arte occidentale e contengono pochi o nessun riferimento alle nuove culture Nordiche o Finlandesi. Esse non rinnegano le origini dell’artista ma funzionano come dei paradossi riusciti, quasi come tele vuote su cui l’osservatore può proiettare i propri significati. La trasparenza è, tuttavia, solo la seconda metà del paradosso. Le opere sono piene di riferimenti, ma sono anche sale deserte di specchi, che ci tentano a prendere parte a rituali ed incontri segreti.
HOWARD HODGKIN
Inaugurazione 3/15/13 - Chiusura 5/4/13
Via Francesco Crispi, 16 00187 Roma
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Descrizione: Non credo si possa dipingere con leggerezza. E’ un’attività che prendo molto sul serio. --Howard Hodgkin Gagosian Gallery è lieta di annunciare una mostra di recenti dipinti di Howard Hodgkin, la prima a Roma dal 1992, anno in cui presentò “Seven Small Paintings” presso la British School. Nell’esplorare la natura stessa della pittura, sia come linguaggio intellettuale che come pura espressione, Hodgkin ignora gli opposti della tradizione pittorica, quali l’astrazione e il figurativo, il passato e il presente, la tela e la cornice.Tratti distintivi dell’artista sono i gesti decisi e marcati, la trama ampia e complessa, la ricca cromia, e il dinamico intrecciarsi di chiaro e scuro. Data la gestualità imponente e i colori saturi, i piccoli dipinti sembrano gioielli, mentre i lavori di grande formato si rivelano opulenti e teatrali. Le cornici e i supporti di legno dipinti sono sia oggetti funzionali che parte integrante dell’opera stessa. Incline ad accogliere in egual misura spontaneità da una parte e schiettezza dall’altra, riflessione e sentimento, Hodgkin può impiegare anche un anno per eseguire una singola pennellata. La qualità apparentemente casuale e travolgente dei suoi dipinti contraddice un lungo processo di esecuzione, che può durare due o tre anni. Le sue opere comunicano quanto il rapporto esistente tra mano, occhio e memoria conduca il processo artistico, la struttura visuale, la carica emotiva. In ogni dipinto di Hodgkin, la presenza del soggetto, percepita ma non definita, pone resistenza all’ interpretazione, rimanendo allusiva e frammentaria. Tramite i titoli delle opere, l’artista dà un nome alle tracce vibranti delle sue esperienze, ispirate da memorie, luoghi, e conoscenze della vita quotidiana; basti pensare alla sensuale Red Sky at Night (2001-11) e al suo inverso arioso Seaside (2011-12); le tonalità golose di Toffee (2012); le abbaglianti cromie contrastanti di Red Flowers (2011-12); le cupe pennellate di Dark Cloud (2009-11). Accennando al mondo oltre i confini della cornice, Hodgkin crea opere che sono al contempo strutturate, entità autonome, e sineddoche della più ampia realtà estetica che giace sottesa al di là dei loro limiti. Howard Hodgkin è nato a Londra nel 1932 dove attualmente vive e lavora. Ha frequentato la Camberwell School of Art e la Bath Academy of Art, Corsham. Tra le più importanti mostre museali si annoverano: “Paintings 1975-1995,” Modern Art Museum di Fort Worth, Texas (inaugurata nel 1995 al Metropolitan Museum of Art di New York, e presentata poi al Modern Art Museum di Fort Worth, al Kunstverein Düsseldorf, e alla Hayward Gallery di Londra nel 1996); un’importante retrospettiva all’ Irish Museum of Modern Art di Dublino, (inaugurata nel 2006, presentata poi alla Tate Britain e al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid); “Paintings: 1992-2007,” Yale Center for British Art, New Haven (inaugurata nel 2007, è stata esposta al Fitzwilliam Museum di Cambridge);“Time and Place, 2001-2010,” Museum of Modern Art Oxford (inaugurata nel 2010, presentata poi al De Pont Museum of Contemporary Art, Tilburg, The Netherlands, e al San Diego Museum of Art, 2010-11).
Sharjah Art Foundation - TIFFANY CHUNG tra i vincitori della Sharjah Biennial 2013
Inaugurazione 3/13/13 - Chiusura 5/13/13
Viale Col di Lana 8 20136 Milano
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Descrizione: Sharjah Art Foundation (SAF) announced the recipients of the 2013 Sharjah Biennial Prize on March 13 at the opening night of Sharjah Biennial 11, Re:emerge – Towards a New Cultural Cartography, on view through May 13, 2013. The seven recipients of this year's prize totaling 40,000 USD are Apichatpong Weerasethakul and Chai Siri, Tiffany Chung, Wael Shawky, Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Magdi Mostafa, and Fumito Urabe.
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TEATRO FANTASTICO di Sandro Tolemaios Becucci
redatto da Claudia Pino
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Inaugurazione 4/13/12 - Chiusura 5/23/12
Biblioteca Comunale di Pontassieve Via Tanzini, 23 50065 Pontassieve Firenze
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Descrizione: Sabato 13 aprile alle ore 16,30 si inaugura nella Biblioteca Comunale la mostra Teatro Fantastico del pittore Sandro Becucci, in arte “Tolemaios”. L’iniziativa rientra nel progetto Percorsi d’arte in Biblioteca curata da Roberta Fiorini. Nel simbolismo dell'opera pittorica di “Tolemaios” - spiega nella nota introduttiva alla presentazione Roberta Fiorini - realismo e fantastico si incontrano stabilendo uno speciale equilibrio espressivo.
THE DALI' UNIVERSE
Descrizione: Continua a Palazzo Medici Riccardi di Firenze sito in una delle più importanti vie della Città, una superba mostra su Salvador Dalì. Uno dei più grandi,forse il più grande e conosciuto artista sel Surrealismo mondiale. L'itinerante mostra The Dalì Universe, ospita al suo interno più di 100 opere,dall'inequivocabile stile. Propone sculture,illustrazioni,utensili ed oggetti di design,famosi e meno famosi,che l'artista era dedito a creare durante la sua ampia produzione. Una mostra che insegna a conoscere la polivalenza di Dalì appunto e la sua estrema contemporaneità. Inoltre,al suo interno, laboratori e guide per tutta la famiglia. Fino al 25 Maggio 2013!LA PRIMAVERA DEL RINASCIMENTO
Scultura e arti a Firenze nel 1400-1460
Descrizione: In tutto il mondo Firenze è conosciuta come la madrepatria del Rinascimento. Ed è per questo che Palazzo Strozzi inebria i suoi visitatori con una mostra sulla sua genesi,attraverso sezioni tematiche,di quello che è stato l'inizio di uno stile conosciuto e amato in tutto il mondo. Si parte dalla scultura,l'arte che per prima vide grandi suoi interpreti dal '400 al '460,iniziando da un percorso storico che spiega come ebbe inizio la “riscoperta” dell'Antico. La “Rinascita” del Due e Trecento e i suoi grandi nomi,da Pisano al Cambio sino ad arrivare alla ricchezza e alla maestosità del Gotico pressochè francese. Ed è proprio da questi nomi che si partì all'epoca in merito alla costruzione di Santa Maria del Fiore(chiamato dei fiorentini semplicemente il Duomo) e del suo lungo cantiere che vide passare grandi scultori del tempo che ne esaltarono sempre più l'importanza e della chiesa e di Firenze. La loro maestria e il loro modello consentirono poi la nascita e l'evoluzione dell' amabile pittura con l'eccelso stile di grandi artisti del calibro di Paolo Uccello e Masaccio. Vi sono dunque capolavori provenienti da importanti musei di tutto il mondo,impossibili da perdere. La mostra è itinerante,infatti,dopo la data toscana si sposterà a settembre al Museè du Luvre parigino. Da non perdere.Le origini della danza-riferimenti antropologici e terapeutici
La danza si è sviluppata come disciplina orale, basata sull’apprendimento diretto delle sue tecniche: E’ la trasmissione da maestro ad allievo, nei modi, nello stile e nella memorizzazione del repertorio coreografico. All’inizio, la danza aveva profondi valori rituali e religiosi, sottolineava ed accompagnava i principali eventiLeggi tutto: Le origini della danza-riferimenti antropologici e terapeutici
BASILICA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
A Melegnano centro, un ampio sagrato invita all’ingresso della Basilica dedicata a San Giovanni Battista. Una costruzione nel complesso armoniosa e ricca, dedicata a una delle figure più passionali, coraggiose, combattive della spiritualità cristiana.
La chiesa è in stile romanico con influenza gotica ornamenti interni barocchi, dovuti ai restauri della seconda metà del 1600. Non è facile stabilire l’anno di fondazione, ma la prima data accertata è la fine del XIV secolo, verso il 1398.
CRACKING ART INVADE LA DARSENA DEI NAVIGLI CON UNA PIENA DI RANE
Naviglio Grande 20143 Milano
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a Milano dal 10 aprile al 20 maggio 2013 Un’invasione di migliaia di rane colorate nella Darsena dei Navigli, a Milano, durante i giorni del Salone del Mobile, in occasione di Fan (Festival dell’Acqua sui Navigli), promosso dal Navigli Lombardi, l´ente del Sistema Regionale che persegue la promozione e la valorizzazione culturale e turistica del Sistema Navigli. Con una Pienadirane - questo il titolo dell’installazione - torna il gruppo Cracking Art a Milano. Dopo la storica installazione di chiocciole azzurre sul Duomo, l’autunno scorso, Cracking Art propone dal 10 aprile al 20 maggio una spettacolare performance - installazione che prevede il lancio di rane in plastica colorata nelle acque del Naviglio, dalle sponde e dai ponti.
IL MUSEO MARTINITT E STELLINE E' IN PERICOLO
Il Museo Martinitt e Stelline di corso Magenta, creato solo quattroanni orsono grazie alla elargizione liberale di un ormai noto benefattore, è un contenitore culturale vivo e particolarissimo, che conserva, valorizza e rende fruibile, come prescrive il Codice dei beni culturali, il patrimonio secolare di Martinitt, Stelline e Trivulzio.
C215 - MEA CULPA
Inaugurazione 3/23/13 - Chiusura 5/24/13
Via Gabrio Serbelloni, 124 00176
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Descrizione: Wunderkammern presenta C215, pseudonimo dell’urban artist francese Christian Guémy. Con i suoi interventi urbani che hanno coperto i muri delle città di tutto il mondo e sviluppando una sua inconfondibile estetica e tecnica, C215 è divenuto uno dei rappresentanti di maggior rilievo della scena della Street Art internazionale. Nel 2012, il Musée de La Poste a Parigi presenta le sue opere accanto a quelle di Bansky, Invader e Shepard Fairey nella mostra “Au-delà du Street art”. Nato a Bondy nel 1973, Christian Guémy, dopo aver studiato economia, si laurea in Storia e Teoria dell’Architettura ed ottiene un dottorato di ricerca in Storia dell'Arte. Inizia la sua attività artistica nel 2005, sviluppando uno stile estremamente personale caratterizzato dall’utilizzo della tecnica dello stencil. Nel corso del tempo è passato dall’esclusivo uso del bianco e nero, al bicolore, fino ad arrivare all’attuale esplosione cromatica che contraddistingue le sue opere. La sua ricerca, definita tanto storica e sociologica quanto artistica, rappresenta la creazione di un’arte fortemente contestuale, interconnessa al tessuto urbano e culturale del luogo in cui viene realizzata. Attraverso il ritratto ed il sapiente intreccio di linee, l’artista riesce a cogliere l’espressione più profonda dei suoi soggetti; ogni lineamento diventa traccia del vissuto di queste persone, generando emozione e comunicazione empatica in chi le guarda. Guémy rappresenta persone comuni nel loro aspetto più autentico, entrando nella umiltà e profondità del tessuto sociale. In questi aspetti si riscontra la sua forte passione verso l’opera di Caravaggio e l’influenza del romanticismo. Nelle opere di Christian Guémy si ritrova quindi la fusione di differenti elementi artistici che orbitano attorno alla lettura delle emozione e la celebrazione della sensibilità. In occasione della sua mostra a romana “Mea culpa”, Guémy analizza in modo provocatorio il concetto dell’ammissione della colpa sostenendo la necessità, per l’uomo contemporaneo, di riflettere sul passato e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni di fronte alla storia. Inoltre, rende omaggio ad uno degli artisti del passato a lui più cari: Caravaggio, evidenziando la potenza espressiva che ne caratterizza le rappresentazioni. In occasione del vernissage sarà presentato il nuovo libro di Sabina de Gregori, “C215” (Ed. Castelvecchi). Con interventi di Jef Aerosol, Obey, Logan Hicks, Martha Cooper, Sten Lex e Wooster Collective. L’artista sarà presente e firmerà alcune copie del libro. In anticipazione al vernissage, Guémy dipingerà a Roma alcuni muri anche in collaborazione con NUfactory. L’evento è inoltre promosso dal Institut français - Centre Saint-Louis di Roma.
STAR FLOWERS Mostra personale di FRANCO BARRESE
Inaugurazione 4/19/13 - Chiusura 5/3/13
Via Santa Maria Valle (angolo via Stampa) , Milano
INAUGURAZIONE VENERDI 19 APRILEATELIER M.K. IN BLU STAR FLOWERS Mostra personale di FRANCO BARRESE L'atelier M.K. in blu ospita, dal 19 aprile al 3 maggio 2013, la mostra personale Star Flowers di Franco Barrese, a cura di Francesca Bellola. In esposizione gli ultimi lavori dedicati ai divi del rock del passato insieme a pezzi “storici” pop ad olio su tela. La musica è la vera protagonista delle opere di Franco Barrese, artista autodidatta, con un'invidiabile carica di ironia ed estrosità. 33bassaLe note musicali accompagnano, a volte inconsapevolmente, gran parte della sua vita.
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Selections from ex libris
Inaugurazione 3/25/13 - Chiusura 5/31/13
Alberto Peola, Via della Rocca, 29, 10123 Torino
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Descrizione: Alberto Peola ha il piacere di presentare “Selections from ex libris”, il progetto che Emily Jacir ha realizzato per dOCUMENTA(13), 2012. Gli “ex libris” sono circa trentamila libri che fino al 1948 erano appartenuti a privati, biblioteche, istituzioni palestinesi. Seimila di questi sono attualmente raccolti nella Jewish National and University Library a Gerusalemme, sotto la denominazione “A.P.” (Abandoned Property). Jacir li ha fotografati con il suo cellulare Nokia N8 ed ha creato un registro di frammenti e tracce di storie individuali di libri, sopravvissuti alla distruzione in quanto scelti, ma non ancora restituiti ai loro proprietari palestinesi. “Selections from ex libris” s’interroga sul tema della conservazione dei libri, la legittimità di ciò che vale la pena ricordare, ma anche la sottrazione illegittima degli oggetti che custodiscono la conoscenza e la memoria dell’uomo. Ecco come Emily Jacir ci racconta il progetto: «Durante le prime visite ero concentrata sul documentare le dediche sui libri, in particolare i nomi dei proprietari. Ma man mano procedevo nel lavoro, cominciai a essere più interessata alle piccole tracce lasciate tra le pagine… macchie, scarabocchi, note a margine, pezzetti di carta. Ho anche esaminato tutti i libri negli scaffali dell’Oriental Reading Room della biblioteca, alla ricerca di qualche libro che fosse stato inserito nel sistema librario principale, fuori dalla sezione “A.P.” Per me è un dettaglio importante che questi libri siano stati scelti, una scelta fatta dal colonizzatore per finalità specifiche. Quali libri sono stati considerati non importanti e non significativi, non meritevoli di essere raccolti e conservati? Quali sono stati scartati? Che cosa è successo ai libri in lingua inglese, italiana, spagnola, ecc? Quali hanno evitato la denominazione “A.P.” e sono entrati a far parte delle collezioni generali della biblioteca?» INFO www.albertopeola.com INAUGURAZIONE sabato 23 marzo 2013 alle ore 18.00
FIONA TAN. INVENTORY
Inaugurazione 3/27/13 - Chiusura 9/8/13
Via Guido Reni, 6 00196 Roma
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Descrizione: Intorno al 1820 Sir John Soane, architetto neoclassico inglese, apre al pubblico le stanze della propria casa di Londra, con la sua collezione di antichità, speciale omaggio alla città di Roma. Nel 2012 l’artista olandese Fiona Tan, ispirata dal fascino di questo luogo, realizza l’opera video Inventory che dal 27 marzo viene presentata in prima assoluta mondiale al MAXXI nella mostra INVENTORY a cura di Monia Trombetta per il MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo (fino all’8 settembre 2013). Per Inventory l’artista utilizza l’antica Roma come punto di partenza: considerando tema centrale di quest’opera proprio gli strumenti tecnici con cui l’artista realizza i suoi lavori, Inventory riflette sul concetto di traduzione e sulla fugacità delle nostre percezioni. Attorno a Inventory, opera chiave della mostra, ruotano altri tre importanti lavori dell’artista, che messi in dialogo tra loro delineano perfettamente i temi di interesse e lo stile dell’artista nella sua produzione più recente. Correction, opera video composta da sei proiezioni in cui l’artista presenta trecentotrenta ritratti di prigionieri e guardie di quattro carceri americane tra la California e l’Illinois. In questa installazione i ritratti dei detenuti e delle loro guardie circondano il visitatore, richiamando ma nello stesso tempo capovolgendo la struttura del Panopticon di Jeremy Bentham. Disorient una doppia proiezione che partendo dai diari di Marco Polo che hanno contribuito non poco a diffondere malintesi e pregiudizi sulle popolazioni orientali, arriva a immaginare come sarebbe stato il museo privato dell’esploratore veneziano, e Cloud Island opera che ha per protagonista l’isola di Inujima simbolo dell’industrializzazione del Giappone che ha snaturato completamente la vita dell’isola e le abitudini dei suoi abitanti. Insieme ai video di Fiona Tan anche una serie di incisioni selezionate da le Carceri d'Invenzione di Piranesi, opera che è stata fonte di ispirazione per Correction e che entra in un’affascinante conversazione con l’architettura di Zaha Hadid. Tutte le opere del resto saranno disposte in dialogo con l'architettura, con un allestimento aperto che permetterà nello stesso tempo l'integrità di ciascuna opera e la concentrazione necessaria per la fruizione di ognuna di esse.
Selections from ex libris
Inaugurazione 3/25/13 - Chiusura 5/31/13
Alberto Peola, Via della Rocca, 29, 10123 Torino
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Descrizione: Alberto Peola ha il piacere di presentare “Selections from ex libris”, il progetto che Emily Jacir ha realizzato per dOCUMENTA(13), 2012. Gli “ex libris” sono circa trentamila libri che fino al 1948 erano appartenuti a privati, biblioteche, istituzioni palestinesi. Seimila di questi sono attualmente raccolti nella Jewish National and University Library a Gerusalemme, sotto la denominazione “A.P.” (Abandoned Property). Jacir li ha fotografati con il suo cellulare Nokia N8 ed ha creato un registro di frammenti e tracce di storie individuali di libri, sopravvissuti alla distruzione in quanto scelti, ma non ancora restituiti ai loro proprietari palestinesi. “Selections from ex libris” s’interroga sul tema della conservazione dei libri, la legittimità di ciò che vale la pena ricordare, ma anche la sottrazione illegittima degli oggetti che custodiscono la conoscenza e la memoria dell’uomo. Ecco come Emily Jacir ci racconta il progetto: «Durante le prime visite ero concentrata sul documentare le dediche sui libri, in particolare i nomi dei proprietari. Ma man mano procedevo nel lavoro, cominciai a essere più interessata alle piccole tracce lasciate tra le pagine… macchie, scarabocchi, note a margine, pezzetti di carta. Ho anche esaminato tutti i libri negli scaffali dell’Oriental Reading Room della biblioteca, alla ricerca di qualche libro che fosse stato inserito nel sistema librario principale, fuori dalla sezione “A.P.” Per me è un dettaglio importante che questi libri siano stati scelti, una scelta fatta dal colonizzatore per finalità specifiche. Quali libri sono stati considerati non importanti e non significativi, non meritevoli di essere raccolti e conservati? Quali sono stati scartati? Che cosa è successo ai libri in lingua inglese, italiana, spagnola, ecc? Quali hanno evitato la denominazione “A.P.” e sono entrati a far parte delle collezioni generali della biblioteca?» INFO www.albertopeola.com INAUGURAZIONE sabato 23 marzo 2013 alle ore 18.00
SEAN SCULLY: CHANGE AND HORIZONTALS
Inaugurazione 3/14/13 - Chiusura 9/6/13
Viale delle Belle Arti 133, Roma
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Le opere su carta di Sean Scully realizzate tra il 1974 e il 1975 sono esposte insieme per la prima volta dopo più di trent’anni nella mostra Change and Horizontals e offrono al pubblico una rara opportunità di rivalutare l’eccezionale singolarità dell’estetica propria di questo artista; una geometria calcolata di strutture di fasci di linee in cui le estremità sono sfumate e la pennellata ha un’energia pittorica mai troppo controllata. Realizzata per il Drawing Center di New York dai curatori Joanna Kleinberg e Brett Littman, la mostra Sean Scully: Change and Horizontals approda a Roma grazie al curatore Peter Benson Miller, offrendo al pubblico romano una serie di lavori che raccontano un importante momento di transizione nella produzione dell’artista: opere in acrilico, nastro adesivo e grafite realizzate tra il 1974 e il 1975, insieme ai tre acquerelli e alle sessanta pagine di notebook. Di particolare impatto sono i tre acquerelli, realizzati da Scully nel 2005 durante il suo soggiorno romano a Villa Massimo che rappresentano la sua personalissima risposta all’arte e al paesaggio cittadino di Roma e che, per l’occasione, sono presentati per la prima volta al pubblico insieme ad una selezione, anch’essa inedita, di pagine del notebook. Artista molto legato alla tradizione europea, come dimostrano i suoi riferimenti culturali, Scully è però ben radicato anche nella realtà newyorchese; un tessuto urbano al quale l’artista reagisce tenendolo ben presente come punto di partenza delle sue opere. Quella che affiora nei lavori di Scully è la dialettica tra il vecchio e il nuovo mondo, fra la tradizione europea e quella americana che in lui si incontrano entrando in un rapporto critico. Orari di apertura: martedì- domenica dalle 10.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45) Chiusura il lunedì Biglietti ingresso: intero: euro 12,00 ridotto: euro 9,50 (cittadini dell’unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni ; docenti delle scuole statali dell’Unione Europea) ridotto speciale solo mostre: euro 7,00 ( minori di 18 e maggiori di 65 anni) Informazioni: tel. +39 06 32298221 www.gnam.beniculturali.it
Le donne forti danzano scalze.

ArTeMuDa con Amnesty International Descrizione: "Le donne forti danzano scalze" porta in scena, sotto i riflettori, la violenza di genere. Non si tratta di uno spettacolo convenzionale, a parlare alla mente e al cuore del pubblico non sono attori che recitano una parte, ma sono artisti di ArTeMuDa e attivisti di Amnesty che hanno sposato una causa:
Oltre l’Informale, verso la Pop Art.
Descrizione:Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim. Promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim, giunge al suo sesto appuntamento il fortunato ciclo espositivo ideato e curato da Luca Massimo Barbero per il Comune di Vercelli. L’attesa mostra Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim. Oltre l’Informale, verso la Pop Art sarà ospitata nello spazio Arca di Vercelli dal 9 febbraio al 12 maggio 2013.
GIANNA CARRANO SUNÉ From sea to shining sea
redatto da Giulia Zanesi Inaugurazione 3/21/13 - Chiusura 4/30/13
Via Panfilo Castaldi 26 - 20124 Milano
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Ponti x l’Arte http://pontixarte.myblog.it/ Studio Dr. Guido delli Ponti via Luigi Vitali 1, angolo Piazza Duse, Milano, tel. 02798500 da lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 18.30 (escluso mercoledì)Ing resso libero CRIS THELLUNG Scenari d’Arte a cura di Stefano Bianchi Mostra in corso fino al 18 Maggio 2012 Prosegue con la personale del giornalista-fotografo Cris Thellung, il ciclo di mostre organizzate da Ponti x l’Arte. L'esposizione partecipa alla sesta edizione del PhotoFestival http://photofestivalmilano.tumblr.com importante circuito espositivo dedicato alla fotografia d’autore, che per oltre un mese (3 aprile – 12 maggio 2012) coinvolgerà le più importanti gallerie d’arte e gli spazi espositivi di Milano. Il volto della ragazza che piange, ritratto da Roy Lichtenstein, si sovrappone alle seggiole del Jardin du Luxembourg inzuppate da gocce di pioggia. Sempre a Parigi, un fumettistico graffito di Nemo in equilibrio su una bicicletta volteggia sopra le teste dei Futuristi dipinti da Mario Schifano. Il Bacchanal di Pablo Picasso, all’improvviso, si mette a danzare in una via di Londra. Una scultura di Joan Miró, magicamente, entra nella basilica della Sagrada Família di Barcellona mentre i suoi occhi catturano la frenesia del passeggiare lungo la Rambla. Negli scatti fotografici di Cris Thellung, scorci e colpi d’occhio delle realtà metropolitane dialogano, si amalgamano e si confrontano con la bellezza dei capolavori dell’arte. Sottrarre per finzione, anche solo per un istante, quadri e sculture dai musei per poi reinterpretarli e farli rivivere “on the road”, è la missione tutt’altro che impossibile di questi scenari – cromaticamente Pop, ma anche in un rigoroso bianco e nero – sempre e comunque giocati sul filo del paradosso. E ancora a Parigi, il fotografo ha scattato frammenti di nostalgia rendendo omaggio a quel cinema che fra tutte è la “settima arte”. Da sincero appassionato della Nouvelle Vague, Thellung ha setacciato la Ville Lumiére col desiderio di ritrovare/riambientare scene e sequenze delle pellicole girate da Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol e da altri famosi registi. Certi angoli, ha scoperto, sono rimasti pressochè intatti. Altri luoghi, benchè lo scorrere del tempo li abbia profondamente mutati, sprigionano ancora il dolce “déjà vu” dei personaggi che li hanno abitati e vissuti nello spazio di un “ciak”. Ogni scenario, in questo caso, si è trasformato in pura poesia. Ogni dettaglio, in una romantica stratificazione della memoria. Stefano Bianchi La realizzazione delle stampe fotografiche è a cura di CARTALUCE: STAMPE INKJET FORMATO 50 X 70 su CARTA COTONE MOAB ENTRADA, carta cotone 100% che valorizza le opere grazie ad un’elevata precisione nella descrizione dei dettagli e un’ottimizzazione nell’utilizzo dei pigmenti colore. Montaggio delle stampe su pannelli i-bond CARTALUCE (www.cartaluce.it) propone un’innovativa visione dell’arte fotografica enfatizzando il binomio emotivo modernità/tradizione… una persistente evoluzione data dal supporto tecnologico si completa, si fonde e dialoga con la tradizione... un continuo percorso che “rende vive” le opere coinvolgendo ed emozionando lo spettatore. CARTALUCE, mettendosi costantemente in gioco rappresenta la differenza tra “L’aver qualcosa da comunicare dal solo far sentire il suono della propria voce”. Ponti x l’Arte è ideato e realizzato con la consulenza di Eleonora Tarantino (giornalista e consulente d’arte contemporanea) e Stefano Bianchi (giornalista e critico d’arte). Si tratta di una serie di appuntamenti culturali riservati a chi desidera conoscere e collezionare l’arte emergente e non: in una location inconsueta, nei momenti più imprevisti. Le mostre seguiranno lo scorrere delle stagioni, la percezione muterà coi ritmi della natura e l’occhio critico potrà catturare l’essenza delle opere proposte Il progetto (no-profit) nasce dall’intuizione del Dr. Guido delli Ponti e Chiara Minoli, che hanno voluto mettere a disposizione degli artisti la sala d’attesa dello studio medico ubicato in un prestigioso palazzo degli Anni ‘30. Recarsi dal dentista, d’ora in poi, sarà per i pazienti meno fastidioso: oltre a dare uno sguardo ai protagonisti dell’arte contemporanea, potranno approfondire i più moderni orientamenti terapeutici nelle varie branche dell’odontoiatria: non ultima, la possibilità d’intercettare le apnee e il russamento durante il sonno. Per informazioni: PressMedia Eleonora Tarantino mob. 3356926106 -
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Mattia Preti 1613-2013 . Della Fede e Umanità
Insegnare e dipingere
Inaugurazione 3/21/13 - Chiusura 4/6/13
via Morone, 2 - Milano
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Insegnare e dipingere: due occasioni per invitare a riflettere Dipinti di Paolo Bellini inaugurazione giovedì 21 marzo, ore 18 alla Galleria Bolzani in Milano via Morone 2 esposizione sino a Sabato 6 aprile 2013 I trenta dipinti a olio presentati in questa mostra sono uno spaccato significativo della produzione pittorica di un artista che ha iniziato a dipingere nel 1957, fino a giungere alla sua prima personale nel 1971. Sopraggiunto l’insegnamento accademico ha ritenuto opportuno sospendere l’attività espositiva, anche se ha continuato a dipingere. Terminati gli impegni universitari ha riproposto le sue opere in diverse mostre personali.Gerhard Richter. Edizioni 1965-2012 dalla Collezione Olbricht
Leggi tutto: Gerhard Richter. Edizioni 1965-2012 dalla Collezione Olbricht
REBUS Un progetto artistico di Monica Marioni a cura di Ivan Quaroni
Chiusura3/17/13
Leggi tutto: REBUS Un progetto artistico di Monica Marioni a cura di Ivan Quaroni
Brueghel. Meraviglie dell'arte fiamminga
ARMANDO PIZZINATO (1910-2004)
Inaugurazione 02-09-2013 - Chiusura 06-09-2013
Palazzo Ricchieri, Corso Vittorio Emanuele II n. 51 Pordenone galleria fotografica
ARMANDO PIZZINATO (1910-2004). Nel segno dell’uomo Pordenone, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato” Dal 9 febbraio al 9 giugno 2013 con la collaborazione dell'Archivio Armando Pizzinato, Venezia A Pordenone il 2013 si apre nel segno di Armando Pizzinato. Da febbraio a giugno, l'Amministrazione Comunale e il Centro Iniziati
IL CENACOLO DI LEONARDO
Al culmine del suo periodo fiorentino, nel 1482 Leonardo lascia la Toscana e giunge a Milano, all'epoca di Ludovico il Moro, quando la città era un importante polo di interesse artistico per le committenze della corte sforzesca e per la Fabbrica del Duomo, che richiamava maestranze da più parti d'Europa.
A Palazzo Isimbardi il fantasma di Paolo Osio, donnaiolo per “hobby”
A Palazzo Isimbardi il fantasma di Paolo Osio, donnaiolo per “hobby”.
Andiamo adesso a Monza a rivisita- re un personaggio, a mio avviso più scusabile che condannabile: la Monaca di Monza, vittima di un tempo che tutto dava al maschio e tutto negava alla fem- mina, la cui unica funzione era quella di farsi impollinare, nel piacere della con troparte, a fine riproduttivi. Marianna de Leyva, dotata di appetiti umani sani e legittimi, desiderosa di muoversi in società, negata per i silenzi ed i rigori del monastero, viene letteralmente trascinata in convento dal padre che, rimasto vedovo, non vede l’ora di liberarsene. Ma- rianna non si rassegnerà mai. Le briglie della clausura non domano la selvaggia puledra, tutta un fremito di passioni e vo- glie represse. Ma la casualità esaudisce le sue voglie.
Milena Moriconi
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Eventi segnalati ad OK ARTE
Tibet. Tesori dal tetto del mondo
Via Palestro, 33/35, 31100 Treviso TV
La magnifica ossessione
Corso Bettini 43, 38068 Rovereto Trento
Luciano Ventrone Sui generi/s
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi Roma, via Nomentana 70
La peste a Lucca. Un capolavoro di Lorenzo Viani
Piazza Giuseppe Mazzini, 22, 55049 Viareggio
Petit Palais
Via Molino delle Armi 1 20123 Milano, Italy
Ugo Guidi - Mostra Antologica
via Mazzini 200 - Forte dei Marmi
Brueghel. Meraviglie dell'arte fiamminga
Via Arco della Pace, 5, 00186 Roma
IN ARRIVO LA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE MILANO ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE
via alessi 11, Milano
MAS ? Percorsi diversi, Spiriti Affini
Via Giorgio Pallavicino 29, Milano
MADRID: il Taller del Prado presenta ?Osmosis? del maestro Igor Borozan L?opera omnia dedicata alla musica, alla danza e all?arte contemporanea spagnola
Taller del Prado Calle Gran Via n.16 Madrid
STORIE DELLA PRIMA PARMA
Strada alla Pilotta, 5 Parma
Storie della prima Parma
Piazza della Pilotta, 43121 Parma
Giuseppe De Nittis
Via San Francesco, 27 35121 Padova
MERANO ARTE
Merano, Bolzano, Italia
NOVECENTO. Arte e vita in Italia tra le due guerre
Piazza Guido da Montefeltro, Forli
Tracce di presenza
San Marco 3073 Venezia
ARMANDO PIZZINATO (1910-2004)
Palazzo Ricchieri, Corso Vittorio Emanuele II n. 51 Pordenone
MODIGLIANI E GLI ARTISTI DI MONTPARNASSE
Piazza Duomo 2, Milano
NAM JUNE PAIK IN ITALIA
corso Canalgrande, Modena
BORDERLINE. Artisti tra nomalità e follia. Da Bosch all’Art brut, da Ligabue a Basquiat
Via di Roma, 13, 48100 Ravenna
IL SUCCESSO ITALIANO A PARIGI NEGLI ANNI DELL’IMPRESSIONISMO: LA MAISON GOUPIL
Accademia Dei Concordialtre informazioni? Via Laurenti Rovigo
Lo sguardo di MICHELANGELO. ANTONIONI e le arti
Palazzo dei Diamantialtre informazioni? Corso Ercole I D'Este, 21 44121 Ferrara
THE DESIRE FOR FREEDOM. Arte in Europa dal 1945
Piazza Duomo 10, Milano
Marco Moggio in luce
Via Luigi Vitali 1 Milano
JEFF WALL
Via Palestro, 14, 20121 Milano
KENNEDY, IL SOGNO AMERICANO 1963 – 2013
Via Borgonuovo, 23, 20121 Milano
UN’IDEA DI BELLEZZA
Palazzo Strozzi, 50123 Firenze
LA DONAZIONE SPAGNA-BELLORA
Piazza Duomo 14 Milano
ANDY WARHOL’S STARDUST FINE PRINTS FROM BANK OF AMERICA MERRILL LYNCH COLLECTION
Piazza del Duomo, 12, 20122 Milano
IL LUBOK. STAMPE POPOLARI RUSSE DELLA RACCOLTA BERTARELLI
Castello Sforzesco 3 Milano
MILOS, ISOLE INTERIORI
Via Sant'Andrea, 8, 20121 Milano
MILANO MANGA FESTIVAL
Via E. Besana, 15, 20100 Milano
Design del Giocattolo
via Durando 38/a, Milano
LA LEGGENDA DEL MAGO E DEL PARON
Piazza Duomo 12, Milano
ANTEPRIMA CALENDARIO PALINGENESI 2013
C.SO UMBERTO,179 CAIVANO NA 80023
LE TEMPLE DU SOLEIL
Via Sant'Andrea, 6
Incontra il futuro
Via del Santuario n 11 Monselice (PD)
Glassinheart Il Bestiario
Via Trezzo, Vimercate, Monza
“IL MONDO IN MASCHERA”: MASCHERE, IDENTITÀ NASCOSTE
Via Sant'Andrea, 2
ADRIAN PACI
via Palestro 16, Milano
VENI VIDI VERDI . Opera-zioni verdiane
Via Sant'Andrea, 1
UN MITO FONDANTE. Una testimonianza dell'arte contemporanea per il nostro Risorgimento
Via Borgonuovo, 21, 20121 Milano
Speech About Crysis
Via di Monte Giordano, 36 00186 Roma
Pensiero e contraddizione
via della Stazione Vecchia 6, Pontedera (Pi)
New Exhibition, mostra personale di Giuditta Pellizzoni
Via Umberto I 59, Seregno (MB)
New Exhibition
Via Umberto I, 59, Seregno (MB)
Empire Me! - Paul Poet
San Marco 3073 Venezia, A plus A Centro Espositivo Sloveno
PRESENTAZIONE DEL VOLUME: Carlo Invernizzi. Secretizie
Sala del Grechetto - Biblioteca Comunale Centrale di Palazzo Sormani, Milano
CHANEL, UN NUOVO RITRATTO DI MARION PIKE
Via Sant'Andrea, 3
CLAUDIO DESTITO Minimal Ironica
Via Virgilio 7, San Benedetto Po (MN) 46027
Premio di Pittura Flyenergia 2013
Deodato Arte, via Pisacane 36 - 20129 MILANO
LA MILANO ART GALLERY IN FIERA ARTE GENOVA ESPONE LE OPERE DI GILLO DORFLES
Piazzale J.F. Kennedy, 1 ? GENOVA
Stringendo in Abbraccio
via Civitali 33 Forte dei Marmi
LA MILANO ART GALLERY AD ARTE GENOVA PRESENTA LE OPERE DI ANNA STICCO DEDICATE A MARIA CALLAS CON L?ORGANIZZAZIONE DI PROMOTER ARTE
Piazzale J.F. Kennedy, 1 ? GENOVA
Falling up. L'Arte di cadere di Mattia Novello
Via Lovanio 6, Milano
Galleria Schubert, Tommaso Bilardo Photographs
via Fontana 11, 20122 Milano Mi
Promoter Arte mostre, editoria e comunicazione
Via Donizetti 55 Milano
Giovanni Lamberti in Fiera Arte Genova 2013
Via Kennedy 1, Genova
Aureole di altre stelle
Viale 11 febbraio 35, 27100 Pavia
Rinascita Collettiva:labirinti di legno
Castello Visconteo, piazza Castello Abbiategrasso (MI)
AMERICAN DREAM
Via Soldini 6/A Brescia
Concorso EROS miniartextil como 2013
via Pannilani 23 22100 Como
Vezio Moriconi al MuG
Via Civitali 33 Forte dei Marmi
Ekundayo Art Project
via Copernico 8, Milano
Ekundayo Art Project
viao Copernico 8, Milano
Genealogie di mondi possibili
Via Statuto 13, Milano
Uovo performing arts
Viale Emilio Alemagna, 8, 20121 Milano
Academy Awards Arti Visive all’Università IUAV di Venezia Mostra di fine corso, autunno 2012
via Procaccini 4, Milano
Hanne Darboven: Mostra e Performance Musicale
Museo della Musica, Strada Maggiore 34, Bologna
tropical voice
via ronchetti, 6, gallarate, 21013
Inglese ad Arte Storytelling: the mixed-up chameleon di Eric Carl
via F.de sanctis, 73 Milano 20141
Paesaggi Contaminati
Viale Premuda, 27, Milano
Simon Roberts Pierdom
mc2gallery, Viale Col di Lana 8 (4° cortile) 20136 Milano
LVII Premio Cascella 2013 cerca Nuovi Talenti
passeggiata oriantale, 3, Ortona (CH)
II° Premio Nazionale di Pittura 'P. Occhi' - on line il bando
viale Giacomo Matteotti, 11 - Migliarino
In Corpo3 / Ginnastica della visione
Autostazione | Piazza XX Settembre 6, angolo Via dell’Indipendenza
Altre mostre in corso e prossime inaugurazioni
Roberta Susy Rambotti IN-NATURA a cura di Giona Costa
via Centenaro Desenzano del Garda, Brescia
Bertallot, Boosta, Coccoluto e Fontana in consolle remixano i successi italiani degli anni ’70 e ’80 per la grande festa di chiusura del Festival MITO
piazza Città di Lombardia, via Luigi Galvani 27, Milano
Prossime inaugurazioni da Facebook
Milano | Workshop Manuale per artisti con Ivan Quaroni | aprile-giugno 2013
Via Thaon di Revel 21, 20159 Milano, Italy
PINO CHIMENTI. Una gioiosa macchina da guerra
MACA - Museo Civico d'Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo di Acri
IACC Women of the Year
Italian American Community Center
Cecilia
Artisti girovaghi cambiato nome artisti nel territorio comunicazione
Vergato, Emilia-Romagna
FREE.Q
Genova
AGGIORNAMENTO CON SERVIZI PER LA RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTE “OPERE AL…CASTELLO
Capalbio, Toscana
La Febbre del Venerdì 13
Mestre
Ganhe quadros by Gabriel Gavioli - Bilhetes da Sorte -
Studio Gabriel Gavioli
Vacanza Studio a Leeds (Headingley Campus)
Leeds, England
Premio Spoleto Festivalart
Spoleto
L'INVASIONE DI NOSTRA SIGNORA ART: LA RIBELLIONE
PIANETA TERRA
Collettiva VENTOTENE
Ventotene
Galerie d'art Baden-Baden
Baden, Baden-Württemberg





In esposizione gli ultimi lavori e quelli meno recenti dell'artista dedicati alla 


Aderiscono a Formart, gruppo artistico che tratta di arte terapia:
“Il percorso artistico di Musi, artista parmense dal talento indiscusso, è in continuo fermento. Le sue opere esprimono un’approfondita ricerca per raggiungere l’equilibrio tra la bellezza esteriore e quella più sottile dell’anima. Nella serie dei tanghi il manierismo... .” Francesca Bellola 
Dallara è un cantante famoso quasi per caso. In realtà fin da ragazzo si intuiva la sua versatilità: sognava infatti, di iscriversi all'Accademia di Brera per diventare un artista. Così, mentre negli anni sessanta incideva dischi e viaggiava per il mondo, nei ritagli di tempo frequentava il quartiere di Brera e ...
Giannattasio e la Natura Eduardo Giannattasio vanta numerosi riconoscimenti e premi per la sua ricca produzione artistica dislocata in tutto il mondo. In questo periodo Giannattasio si trova negli USA per seguire i suoi col lezionisti; le sue opere sono esposte presso la White Space Gallery a New Haven, Connecticut. Attualmente, Giannattasio sta lavorando ad una nuovissima ...

Poi esse, le “cose” che Clara Bartolini costruisce, rinviano sempre con le loro mitografie ad altre inafferrabili dimensioni, quelle che ci costringono alla verifica del quotidiano.
Secondo il pensiero filosofico di 